Apple cita in giudizio OpenAI per un presunto bug interno che ha mantenuto attivo l'accesso di un ingegnere licenziato per settimane

Un difetto software ha permesso a un ex ingegnere Apple di continuare a leggere file confidenziali dell'azienda dopo aver aderito a OpenAI. Apple sostiene che non sia stato un incidente.

AI2Day Newsdesk· 3 min read
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Punti chiave

  • Apple ha presentato una causa venerdì chiedendo al tribunale di ordinare a OpenAI di smettere di utilizzare informazioni riservate che sostiene siano state rubate da ex dipendenti Apple.
  • Un bug software, descritto da Apple come "raro", ha temporaneamente permesso a un dipendente licenziato di mantenere l'accesso ai server interni di Apple per settimane dopo aver lasciato l'azienda.
  • La causa cita il nome dell'ex ingegnere Apple Chang Liu, che secondo Apple ha trascorso otto anni su alcuni dei programmi di prodotto più sensibili dell'azienda prima di unirsi a OpenAI.
  • Apple sostiene che OpenAI ha cospirato con ex dipendenti Apple per intraprendere quello che definisce una "scorciatoia illegale" verso la creazione di dispositivi consumer alimentati da intelligenza artificiale.
  • Una seconda dipendente Apple, Yu-Ting "Alyssa" Peng, è citata in connessione con messaggi interni scambiati con Liu durante il presunto schema.

Apple ha presentato una causa venerdì accusando OpenAI di cospirazione con ex dipendenti Apple per rubare segreti commerciali, ossia informazioni commerciali riservate che un'azienda ha il diritto legale di proteggere. Il caso, per primo riportato da Ars Technica, si concentra su un insolito malfunzionamento tecnico che Apple sostiene abbia reso possibile il presunto furto.

Quando un dipendente lascia un'azienda, il suo accesso ai sistemi interni viene normalmente revocato immediatamente. Qui, Apple sostiene che un bug raro nei suoi stessi sistemi non l'ha fatto. L'ingegnere in partenza, Chang Liu, poteva ancora leggere file sui server di Apple per settimane dopo il suo licenziamento, anche dopo aver già iniziato a lavorare presso OpenAI.

Liu non è una figura periferica. Apple sostiene che ha trascorso otto anni a lavorare su alcuni dei programmi di sviluppo dei prodotti più sensibili prima di trasferirsi a OpenAI.

Apple ha scoperto il problema mentre investigava sui messaggi interni tra Liu e un dipendente Apple ancora in servizio di nome Yu-Ting Peng, anche conosciuta come Alyssa Peng. Apple non specifica nel suo reclamo esattamente cosa contenessero quei messaggi, ma l'azienda li ha utilizzati come punto di partenza per un'indagine più ampia.

L'obiettivo, secondo le accuse di Apple, era sabotaggio competitivo su larga scala. Nel suo reclamo, Apple sostiene che OpenAI e gli ex dipendenti hanno lavorato insieme per "intraprendere una scorciatoia illegale" verso il lancio di una linea di dispositivi consumer alimentati da intelligenza artificiale commercialmente attraenti quanto l'iPhone. Si tratta di un'affermazione significativa: posiziona il presunto furto non come opportunistico, ma come una strategia deliberata.

OpenAI non ha ancora depositato una risposta pubblica alla causa.

Le persone comuni dovrebbero preoccuparsi?

Questo caso non minaccia direttamente i consumatori, ma mostra come l'accesso di insider, anche l'accesso che avrebbe dovuto terminare, può rimanere aperto molto più a lungo di quanto chiunque realizzi. I bug nei sistemi di offboarding sono più comuni di quanto alle aziende piaccia ammettere.

Se lavorate in un posto con accesso a dati sensibili, chiedete al vostro team IT se i colleghi in partenza perdono l'accesso l'ultimo giorno o se quel processo è manuale e occasionalmente ignorato. Se gestite un team, esaminate il vostro elenco di controllo dell'offboarding adesso.

La causa chiede al tribunale di bloccare OpenAI dall'utilizzare qualsiasi informazione presumibilmente sottratta attraverso questa strada. Quanto dello sviluppo dei prodotti attuali di OpenAI potrebbe essere toccato è, a questo stadio, sconosciuto.

Da tenere d'occhio: aziende che annunciano cambiamenti di politica relativi all'offboarding dei dipendenti e alla gestione dell'accesso nei prossimi mesi, in particolare nel settore tecnologico, man mano che il controllo legale su questa questione cresce.

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